biodegradabile e compostabile

La nostra produzione di sacchetti biodegradabili e compostabili ha ottenuto la certificazione a marchio Vinçotte, che è uno degli istituti in Europa riconosciuto a dichiarare che il prodotto realizzato corrisponde ai criteri di biodegradabilità dettati dalla norma tecnica europea EN 13432:2002

Realizziamo sacchetti in materiale biodegradabile e compostabile delle seguenti tipologie:

- Sacchetti flexiloop
- Sacchetti a maniglia fustellata semplice, con risvolto e patch
- Sacchetti shopper
- Sacchetti con bloccaggio
- Sacchetti pattumiera;

Normativa UNI EN 13432:2002

La normativa vigente europea EN 13432:2002 “Requisiti per imballaggi recuperabili mediante compostaggio” afferma che i sacchetti atti all’asporto della merce devono essere prodotti in materiale biodegradabile e compostabile oppure possono essere prodotti in polietilene con le seguenti limitazioni :

- Se con maniglia esterna al volume utile del sacchetto (quindi shopper o flexiloop) – spessore minimo 100 micron se per uso non alimentare, altrimenti spessore minimo 200 micron.

- Se con maniglia interna al volume utile del sacchetto (maniglia fustellata ad esempio) la limitazione scende a 60 micron per merce non alimentare e 100 micron per prodotti alimentari.

Secondo la EN 13432 : 2002, le caratteristiche che un materiale compostabile deve avere sono le seguenti:

  • 1. Biodegradabilità, determinata misurando la effettiva conversione metabolica del materiale compostabile in anidride carbonica. Questa proprietà è valutata quantitativamente con un metodo di prova standard: EN 14046 (anche pubblicato come ISO 14855: biodegradabilità in condizioni di compostaggio controllato).
  • 2. Disintegrabilità, ovvero la frammentazione e perdita di visibilità nel compost finale (assenza di contaminazione visiva). Misurata con una prova di compostaggio su scala pilota (EN 14045).
  • 3. Assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio . Requisito verificato con una prova di compostaggio su scala pilota.
  • 4. Bassi livelli di metalli pesanti (al di sotto di valori massimi predefiniti) e assenza di effetti negativi sulla qualità del compost (esempio: riduzione del valore agronomico e presenza di effetti ecotossicologici sulla crescita delle piante).
  • 5. Altri parametri chimico-fisici che non devono differire dal compost di controllo dopo la biodegradazione sono: pH; contenuto salino; solidi volatili; N; P; Mg; K. Ciascuno di questi punti è necessario per la definizione della compostabilità ma da solo non è sufficiente. Ad esempio, un materiale biodegradabile non è necessariamente compostabile perché deve anche disintegrarsi durante un ciclo di compostaggio. D'altra parte, un materiale che si frantuma durante un ciclo di compostaggio in pezzi microscopici che non sono però poi totalmente biodegradabili non è compostabile.